La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione riconosciuta dall’INPS ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il proprio impiego.
La cessazione del rapporto di lavoro, tuttavia, non comporta automaticamente il diritto alla prestazione. Per ottenere la NASpI è necessario possedere determinati requisiti contributivi, presentare la domanda entro i termini previsti e comunicare correttamente eventuali nuove attività lavorative o variazioni di reddito.
In questa guida analizziamo le principali regole applicabili nel 2026, spiegando chi può richiedere la NASpI, come viene calcolato l’importo, quanto dura la prestazione e quali circostanze possono determinarne la riduzione, la sospensione o la decadenza.
Ogni posizione lavorativa e contributiva deve essere valutata singolarmente. Prima di presentare la domanda è opportuno verificare la causa di cessazione del rapporto, i contributi maturati e l’eventuale presenza di altri redditi.
Cos’è la NASpI
La sigla NASpI indica la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Si tratta di una prestazione economica mensile erogata dall’INPS ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione.
La NASpI è stata introdotta dal decreto legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 e ha sostituito, per gli eventi di disoccupazione successivi alla sua entrata in vigore, le precedenti prestazioni ASpI e Mini-ASpI.
La sua funzione è offrire un sostegno economico temporaneo al lavoratore nel periodo compreso tra la perdita dell’impiego e la ricerca di una nuova occupazione.
In sintesi
La NASpI non è una somma riconosciuta automaticamente dopo la fine di qualsiasi rapporto di lavoro. È necessario che la perdita dell’occupazione sia involontaria e che il lavoratore possieda i requisiti contributivi previsti.
Chi ha diritto alla NASpI
La NASpI spetta principalmente ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione.
Possono rientrare tra i beneficiari:
- lavoratori dipendenti del settore privato;
- apprendisti;
- soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
- personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
- dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni;
- lavoratori subordinati che cessano il rapporto per licenziamento;
- lavoratori il cui contratto a tempo determinato arriva alla naturale scadenza;
- lavoratori che si dimettono per giusta causa, quando ne ricorrono effettivamente i presupposti;
- lavoratrici che presentano dimissioni durante il periodo tutelato di maternità;
- lavoratori che risolvono consensualmente il rapporto nei casi espressamente ammessi dalla legge.
È necessario verificare anche la modalità con cui il rapporto è terminato. Le dimissioni volontarie ordinarie, ad esempio, generalmente non consentono di ottenere la NASpI.
Quali sono i requisiti per ottenere la NASpI nel 2026
Per accedere alla NASpI è necessario possedere congiuntamente i requisiti previsti dalla normativa.
Stato di disoccupazione
Il lavoratore deve trovarsi privo di occupazione a seguito della cessazione involontaria del rapporto di lavoro.
Requisito contributivo
Devono risultare almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.
Le 13 settimane di contribuzione
Ai fini del diritto alla prestazione vengono considerate le settimane per le quali risultano versati, o comunque dovuti, i contributi contro la disoccupazione.
Il controllo non deve limitarsi al numero complessivo delle settimane lavorate. Occorre verificare anche che la contribuzione sia utile ai fini NASpI e che ricada nel periodo di riferimento previsto dalla legge.
Possono essere valutati, secondo le regole previdenziali applicabili, anche alcuni periodi di contribuzione figurativa, mentre altri periodi possono non essere utili o possono determinare un ampliamento del quadriennio di osservazione.
Un lavoratore con contratto a tempo determinato che termina il rapporto alla scadenza può richiedere la NASpI se possiede almeno 13 settimane di contribuzione utile nei quattro anni precedenti e presenta la domanda nei termini.
Prima di presentare la domanda è consigliabile consultare l’estratto conto contributivo INPS. In presenza di periodi mancanti, errori o rapporti non registrati correttamente, può essere necessario chiedere una rettifica.
Cosa significa disoccupazione involontaria
Uno dei presupposti fondamentali della NASpI è la perdita involontaria del lavoro. Significa che il rapporto deve terminare per una causa che non dipende dalla libera scelta del lavoratore.
Rientrano generalmente nella disoccupazione involontaria:
- il licenziamento individuale;
- il licenziamento collettivo;
- il licenziamento disciplinare;
- il licenziamento per giusta causa;
- il licenziamento per giustificato motivo;
- la scadenza di un contratto a tempo determinato;
- la cessazione del rapporto per mancato superamento del periodo di prova;
- le dimissioni per giusta causa, quando adeguatamente motivate e dimostrabili;
- alcuni casi di risoluzione consensuale espressamente previsti dalla normativa.
Sei stato licenziato?
Leggi la guida completa sul licenziamento per giusta causa e scopri quando il provvedimento può essere contestato.
NASpI in caso di dimissioni
Le dimissioni volontarie non danno normalmente diritto alla NASpI, poiché la cessazione del rapporto deriva da una libera scelta del lavoratore.
Esistono tuttavia alcune eccezioni previste dalla legge.
Dimissioni per giusta causa
Il lavoratore può accedere alla NASpI quando è costretto a dimettersi per un comportamento particolarmente grave del datore di lavoro.
- Mancato pagamento della retribuzione.
- Mobbing o comportamenti vessatori.
- Molestie sul luogo di lavoro.
- Trasferimento illegittimo.
- Demansionamento particolarmente grave.
- Condotte lesive della dignità del lavoratore.
NASpI dopo il licenziamento
Il licenziamento rappresenta la principale causa di accesso all’indennità di disoccupazione.
Possono dare diritto alla NASpI:
- licenziamento per giusta causa;
- licenziamento disciplinare;
- licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
- licenziamento per giustificato motivo soggettivo;
- licenziamento collettivo;
- mancato superamento del periodo di prova.
Importante
Anche se il licenziamento è disciplinare o per giusta causa, il lavoratore può comunque avere diritto alla NASpI, purché possieda gli altri requisiti previsti dalla normativa.
Chi non ha diritto alla NASpI
La prestazione non spetta in tutte le situazioni di cessazione del rapporto di lavoro.
- Chi presenta dimissioni volontarie.
- Chi non possiede le 13 settimane di contribuzione.
- Chi non presenta la domanda nei termini.
- Alcune categorie di lavoratori escluse dalla normativa.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica all’INPS.
È possibile presentarla:
- tramite il portale INPS;
- attraverso SPID, CIE o CNS;
- mediante Patronato;
- tramite Contact Center INPS.
Entro quando presentare la domanda
La domanda deve essere presentata entro i termini previsti dalla legge.
In via generale la domanda deve essere inoltrata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Da quando decorre la NASpI
La decorrenza dipende dal momento in cui viene presentata la domanda.
Una domanda tempestiva consente di evitare ritardi nell’erogazione della prestazione.
Come viene calcolato l’importo
L’importo della NASpI viene determinato tenendo conto della retribuzione imponibile percepita dal lavoratore nei periodi di contribuzione utili.
Ogni anno l’INPS aggiorna i valori economici applicabili.
Dipende dalla storia contributiva e dalla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto.
Quanto dura la NASpI
La durata della prestazione dipende dalle settimane di contribuzione maturate nei quattro anni precedenti.
Regola generale
La NASpI viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione utili maturate nel quadriennio precedente.
NASpI e nuovo lavoro
Chi trova una nuova occupazione durante la percezione della NASpI deve comunicarlo tempestivamente all’INPS.
A seconda della durata del nuovo rapporto e del reddito percepito, la prestazione può essere sospesa, ridotta oppure decadere.
NASpI e partita IVA
L’avvio di un’attività autonoma deve essere comunicato all’INPS nei termini previsti dalla normativa.
In presenza dei requisiti stabiliti dalla legge è possibile richiedere anche l’anticipazione della NASpI in un’unica soluzione.
Sospensione e decadenza
Alcuni comportamenti possono comportare la sospensione o la perdita definitiva della prestazione.
- Mancata comunicazione di un nuovo lavoro.
- Superamento dei limiti di reddito previsti.
- Violazione degli obblighi stabiliti dalla normativa.
- Altre cause previste dalla legge.
NASpI anticipata per avviare un’attività autonoma
Il beneficiario della NASpI che intende avviare un’attività autonoma, un’impresa individuale oppure sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa può richiedere l’anticipazione della prestazione.
Dal 2026 l’importo anticipato non viene più corrisposto interamente in un solo pagamento, ma viene suddiviso in due rate:
Prima rata
È pari al 70% dell’importo complessivo spettante e viene corrisposta dopo l’accoglimento della domanda di anticipazione.
Seconda rata
È pari al restante 30% e viene corrisposta al termine della durata teorica della NASpI e, comunque, non oltre sei mesi dalla domanda di anticipazione.
La richiesta deve essere presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività autonoma, dall’inizio dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione della quota della cooperativa.
Chi instaura un nuovo rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza teorica della prestazione anticipata può essere tenuto alla restituzione delle somme ricevute, salvo le eccezioni previste dalla legge.
Quali documenti preparare per la domanda
Prima di inoltrare la richiesta è consigliabile avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per evitare errori o ritardi.
- documento di identità in corso di validità;
- codice fiscale;
- credenziali SPID, CIE o CNS;
- codice IBAN intestato o cointestato al richiedente;
- data e motivo della cessazione del rapporto;
- ultima busta paga;
- comunicazione di licenziamento o documento relativo alla cessazione;
- estratto conto contributivo INPS;
- eventuale documentazione relativa alle dimissioni per giusta causa;
- informazioni su altri rapporti di lavoro, attività autonome o partita IVA;
- eventuali redditi presunti da comunicare all’INPS.
Gli errori più frequenti da evitare
Presentare la domanda in ritardo
La domanda deve essere inoltrata entro il termine previsto. Superati i 68 giorni, il diritto può essere perso.
Fare domanda prima della cessazione
La richiesta può essere presentata soltanto dopo la conclusione effettiva del rapporto di lavoro.
Non controllare i contributi
Periodi mancanti o non registrati correttamente possono incidere sul diritto, sull’importo e sulla durata della prestazione.
Non comunicare un nuovo lavoro
L’inizio di un’attività subordinata o autonoma deve essere comunicato attraverso il servizio NASpI-Com.
Non dichiarare il reddito presunto
Chi possiede una partita IVA, è iscritto alla Gestione Separata o svolge un’attività autonoma deve verificare gli obblighi di comunicazione, anche quando il reddito previsto è pari a zero.
Confondere NASpI e impugnazione
La domanda di NASpI e l’eventuale impugnazione del licenziamento sono procedure diverse e hanno termini differenti.
Domande frequenti sulla NASpI 2026
Chi viene licenziato per giusta causa ha diritto alla NASpI?
Sì. Il licenziamento per giusta causa è una cessazione decisa dal datore di lavoro e può consentire l’accesso alla NASpI, purché siano presenti gli altri requisiti contributivi e amministrativi.
La NASpI spetta alla scadenza di un contratto a termine?
Sì. La naturale scadenza di un contratto a tempo determinato costituisce normalmente una perdita involontaria dell’occupazione.
Chi si dimette volontariamente può ottenere la NASpI?
In generale no. Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla prestazione. Fanno eccezione, tra gli altri casi previsti, le dimissioni per giusta causa e alcune dimissioni presentate durante i periodi tutelati di maternità o paternità.
Quante settimane di contributi servono?
Sono normalmente necessarie almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione.
Entro quanto tempo bisogna fare domanda?
La domanda deve essere presentata telematicamente entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, salvo particolari ipotesi nelle quali il termine decorre diversamente.
Da quando iniziano i pagamenti?
In via generale, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno dalla cessazione, la prestazione decorre dall’ottavo giorno. Quando la domanda viene presentata successivamente, decorre normalmente dal giorno seguente alla presentazione.
Quando decorre la NASpI dopo un licenziamento per giusta causa?
Nelle ipotesi di licenziamento per giusta causa la decorrenza segue regole particolari: se la domanda viene presentata entro il trentottesimo giorno, la prestazione decorre dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento.
Quanto dura la NASpI?
La durata è pari alla metà delle settimane contributive utili maturate nei quattro anni precedenti. Non vengono conteggiati i periodi contributivi che hanno già generato precedenti prestazioni di disoccupazione.
L’importo rimane uguale per tutta la durata?
No. La NASpI si riduce progressivamente del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda, la riduzione decorre dall’ottavo mese.
Posso lavorare mentre ricevo la NASpI?
In alcuni casi sì, ma il nuovo rapporto deve essere comunicato all’INPS. In base alla durata del contratto e al reddito prodotto, la NASpI può essere mantenuta in misura ridotta, sospesa o cessare.
Cosa succede con un nuovo contratto breve?
Un nuovo rapporto subordinato di durata limitata può determinare la sospensione temporanea della prestazione. La situazione deve comunque essere valutata in base alla durata contrattuale, al reddito e alle comunicazioni trasmesse all’INPS.
Posso aprire la partita IVA mentre percepisco la NASpI?
Sì, ma l’attività e il reddito presunto devono essere comunicati all’INPS nei termini previsti. La mancata comunicazione può comportare la decadenza dalla prestazione.
Posso chiedere tutta la NASpI anticipatamente?
Chi avvia un’attività autonoma, un’impresa individuale o entra in una cooperativa può richiedere l’anticipazione. Dal 2026 il pagamento è suddiviso in una prima rata del 70% e una seconda rata del 30%.
La NASpI anticipata comprende i contributi figurativi?
No. In caso di anticipazione della prestazione non viene riconosciuta la contribuzione figurativa relativa al periodo anticipato.
Posso impugnare il licenziamento e chiedere la NASpI?
Sì. La domanda di NASpI non impedisce, di per sé, l’impugnazione del licenziamento. È però necessario rispettare separatamente i termini previsti per entrambe le procedure.
La NASpI viene riconosciuta automaticamente?
No. La prestazione deve essere richiesta dall’interessato mediante domanda telematica. L’INPS verifica la cessazione del rapporto e la posizione contributiva.
Come posso controllare lo stato della domanda?
Lo stato della richiesta può essere consultato attraverso il Portale disoccupazione e il Fascicolo previdenziale del cittadino, accedendo con le proprie credenziali digitali.
Cosa fare se mancano dei contributi?
È opportuno controllare l’estratto conto contributivo e raccogliere contratti, buste paga e Certificazioni Uniche. In presenza di errori può essere necessario chiedere una rettifica all’INPS.
Conclusioni
La NASpI rappresenta un importante sostegno economico per il lavoratore che perde involontariamente l’occupazione, ma il riconoscimento della prestazione non è automatico.
È necessario verificare la causa della cessazione, il numero delle settimane contributive, i periodi già utilizzati per precedenti indennità e il rispetto del termine per la presentazione della domanda.
Particolare attenzione deve essere riservata anche alle attività lavorative svolte durante la percezione della prestazione. Ogni variazione capace di incidere sul diritto, sulla durata o sull’importo deve essere comunicata all’INPS tramite gli strumenti previsti.
Ricorda
- la domanda può essere presentata soltanto dopo la cessazione del rapporto;
- il termine ordinario è di 68 giorni;
- servono almeno 13 settimane contributive utili;
- la durata dipende dai contributi maturati;
- un nuovo lavoro o un’attività autonoma devono essere comunicati all’INPS;
- la richiesta della NASpI non sostituisce l’eventuale impugnazione del licenziamento.
Hai bisogno di assistenza?
Se hai perso il lavoro, hai ricevuto un licenziamento o riscontri problemi con la tua posizione contributiva, puoi richiedere una valutazione del caso.
Lo Studio esamina la cessazione del rapporto, i termini per l’impugnazione e le problematiche connesse al riconoscimento della NASpI.
La richiesta di informazioni non determina automaticamente il conferimento dell’incarico professionale.
