Conto corrente, ora la banca deve risarcirti se ti segnala alla Centrale Rischi per un semplice debito: nuova sentenza
La segnalazione alla Centrale Rischi non può scattare in automatico solo perché esiste un debito o un ritardo nei pagamenti: se manca una reale verifica della grave difficoltà economica del cliente, la banca può essere chiamata a risarcire i danni.
Indice
La nuova sentenza: cosa cambia davvero per chi ha un conto corrente
La più recente pronuncia richiamata in materia ha ribadito un principio molto importante: la segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia non può essere fondata sul solo mancato pagamento di un debito. Non basta, quindi, che il cliente sia rimasto indietro con una rata, con un finanziamento o con alcuni canoni, per farlo apparire come soggetto “in sofferenza” nel sistema bancario.
Perché la segnalazione sia legittima, l’intermediario deve svolgere una verifica reale e concreta sulla complessiva situazione economico-patrimoniale del debitore, accertando se vi sia una condizione di grave e non transitoria difficoltà economica, assimilabile a uno stato di insolvenza.
In parole semplici: avere un debito non significa automaticamente essere un cattivo pagatore “grave”. Se la banca ti segnala senza una valutazione seria e completa, la segnalazione può essere illegittima e può aprire la strada al risarcimento.
Perché un semplice debito non basta per la segnalazione alla Centrale Rischi
Questo è il cuore della vicenda. Molti correntisti credono che, una volta saltato un pagamento, la banca possa segnalare liberamente alla Centrale Rischi. In realtà non è così. La normativa di vigilanza e la giurisprudenza distinguono tra:
- semplice inadempimento o ritardo, che da solo non basta;
- stato di sofferenza, che richiede una difficoltà economica seria, stabile e non momentanea.
Dunque, una segnalazione basata solo sull’esistenza di un debito, senza un accertamento sostanziale della tua reale situazione finanziaria, rischia di essere contraria ai principi fissati dalla giurisprudenza e dalle istruzioni di Banca d’Italia.
Questo passaggio è fondamentale soprattutto nei casi in cui il cliente:
- stava contestando il debito;
- era in trattativa con la banca o con la finanziaria;
- aveva una difficoltà temporanea ma non uno stato di insolvenza;
- possedeva ancora capacità patrimoniale o reddituale sufficiente;
- non presentava una crisi economica irreversibile.
Quando la segnalazione alla Centrale Rischi può diventare illegittima
La segnalazione può essere ritenuta illegittima, ad esempio, quando la banca o l’intermediario:
- si limita a rilevare il debito senza valutare il quadro economico complessivo del cliente;
- confonde il semplice ritardo con una vera posizione “a sofferenza”;
- ignora documenti, bilanci, entrate, garanzie o trattative in corso;
- procede in modo automatico o standardizzato, senza istruttoria concreta;
- provoca un pregiudizio reputazionale e creditizio privo di adeguato fondamento.
In casi simili, la segnalazione non rappresenta più un corretto strumento di tutela del sistema creditizio, ma può trasformarsi in una condotta lesiva per il cliente, specie se comporta il blocco di affidamenti, il rifiuto di nuovi finanziamenti o il peggioramento improvviso del merito creditizio.
Quali danni puoi chiedere se la banca ti segnala in modo scorretto
Una segnalazione illegittima alla Centrale Rischi può produrre conseguenze molto pesanti. Proprio per questo, quando esistono i presupposti, il cliente può chiedere il risarcimento del danno.
I danni possono riguardare, per esempio:
- diniego di mutui, prestiti o affidamenti da parte di altre banche;
- revoca di fidi o peggioramento delle condizioni di accesso al credito;
- danni all’attività d’impresa, se la segnalazione ostacola operazioni commerciali o finanziarie;
- danno all’immagine economica e professionale del soggetto segnalato;
- perdita di occasioni contrattuali, se il nesso causale viene provato.
Attenzione: il risarcimento non nasce in automatico solo perché la segnalazione è sbagliata. Occorre valutare bene il caso concreto, raccogliere documenti e dimostrare il collegamento tra segnalazione e danno subito.
Come difendersi se pensi di essere stato segnalato ingiustamente
Se sospetti una segnalazione illegittima alla Centrale Rischi, è importante agire subito e nel modo corretto. In molti casi, la tempestività fa la differenza tra una semplice contestazione e una tutela efficace.
- Richiedi una visura della Centrale Rischi, per verificare cosa risulta effettivamente registrato.
- Raccogli tutta la documentazione bancaria: estratti conto, lettere, diffide, contratti, piani di rientro, email.
- Controlla se il debito era realmente incontestato o se vi erano contestazioni, trattative o elementi contrari.
- Verifica il danno subito, ad esempio rifiuti di finanziamenti, revoche, blocchi operativi, perdita di opportunità.
- Rivolgiti subito a un legale, per valutare richiesta di cancellazione, diffida e risarcimento.
In presenza di una condotta bancaria non conforme ai criteri di legge e di vigilanza, è possibile impostare una strategia mirata per ottenere la tutela del tuo nome creditizio e, nei casi più gravi, il ristoro del danno patrimoniale e non patrimoniale.
Centrale Rischi e CRIF non sono la stessa cosa
Un altro errore molto comune è confondere la Centrale Rischi della Banca d’Italia con i sistemi di informazioni creditizie privati, come CRIF. Si tratta di archivi differenti, con regole e funzioni diverse.
La distinzione è importante perché cambia anche il quadro degli obblighi informativi, delle contestazioni e dei rimedi esperibili. Per questo, prima di agire, bisogna capire esattamente dove sia stata registrata la segnalazione e con quale causale.
Perché questa sentenza è importante
Questa decisione ha un impatto concreto perché rimette al centro un principio di equilibrio: la tutela del credito non può sacrificare in modo automatico i diritti del correntista. Una banca può segnalare solo quando esistono i veri presupposti della sofferenza, non quando c’è soltanto un debito o una contestazione aperta.
In altre parole, il messaggio è chiaro: se la segnalazione nasce da una valutazione frettolosa o superficiale, il cliente può reagire e chiedere il risarcimento dei danni.
Approfondimenti utili
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